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le età della vita – 5° lanuvio day

28 Settembre 2009 2 commenti

Riflettevo, durante la giornata trascorsa a Lanuvio, su come, nei tre film visti, le storie e i loro personaggi, sono tutti sulla strada. Strade, sentieri, binari. Cancelli, barriere, curve, salite e discese. Quale migliore metafora poteva indicare quello che è il cammino di tutti nelle "età della vita". Curve improvvise, rettilinei noiosi, strade belle e panoramiche. Mezzi di trasporto diversi, rincorrendo una mèta con il sole, con la pioggia, di notte o di giorno.
Lo accennavo a Sandro, tra un film e un piatto di pasta, e abbiamo insieme condiviso come tale aspetto sia stato casuale e come è risaltato nelle vicende dei giovanissimi Gordie, Chris, Teddy e Vern (Stand by me), in quelle altalenanti di Joanna e Mark (Due per la strada) e quelle testarde e sagge di Alvin (Una storia vera).
Nella strada si scende, con coraggio e timore. Si affrontano partenze e ritorni. Si scappa e si raggiunge.
Tema semplicemente complesso quello della vita e misteriosamente noto giorno dopo giorno, per accorgersi che rimane sempre sconosciuto.
Convivere con tutti i momenti vissuti. Vederli scorrere sullo schermo in poche ore, notando sicuramente l’assenza di molti altri.
Giornata splendida quella di sabato. Bisogna trovare bene "la strada" per arrivarci ("A Lanuvio non si arriva per caso"). Ogni volta, con sorpresa, si scopre come basta poco per sentirsi in sintonia con tutto.
Tutti in strada allora. Continuiamo i nostri percorsi. E fate caso se notate dei ragazzi con lo zaino, due giovani autostoppisti o un vecchio signore su una motofalciatrice.

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VISiOni [5] – La strada verso casa

18 Ottobre 2006 2 commenti


Quando con semplicità si riescono a dire cose importanti, si ha il piacere di entrare in contatto con quei valori della vita che spesso sfuggono pur essendo vicini. Zangh Yimou ha il pregio della leggerezza, trasportata con un linguaggio tipicamente orientale ma universalmente riconoscibile.
Il solco delle ruote oggi, e quello di un carretto nel passato, segnano la strada che nonostante il passare del tempo resta indelebile, chiara, forte. La forza dei ricordi, colorata più del presente, ritorna in modo confortante ed è portatrice di buoni propositi e di insperate certezze. Le regole della vita, non necessariamente rigorose e fredde, hanno il suono della voce di bambini che le fanno entrare nel loro mondo senza filtro, senza compromessi.
Il regista sembra indicarci che non bisogna farsi intrappolare dalla vita di tutti i giorni, che, pur se necessita di impegni e compromessi, non deve farci lasciare alle spalle ciò che oggi ci consente di avere la nostra identità, tradizioni, affetti e senso della vita (“senza passato non si costruisce il futuro”).
Il cinema ha il dono di farci compiere viaggi impossibili. Andare in luoghi sconosciuti e riconoscerli in maniera sorprendente. Una vita vale più vite. Il tempo si dilata e consente una visione delle cose più pulita e profonda.
L?essenziale di questo tipo di cinema, come quello neorealista italiano e quello iraniano, consente di mediare, attraverso le immagini, l?avvicinamento alla cultura delle persone con un approccio non straziato da pregiudizi e convenzioni.
Sui muri della casa nel villaggio cinese fa bella mostra il poster del Titanic. Ma la scodella rimessa a posto con i chiodi da un personaggio surreale (l’aggiustatore di cocci) riporta tutto ad una dimensione che parla di piccoli gesti, di grandi slanci. Ecco allora il riconoscimento al vecchio maestro del villaggio, la tessitura del drappo rosso, il cigolio del vecchio telaio, la scuola come una chiesa.
La strada verso casa si ritrova con facilità, quando non se ne perde lo spirito cresciuto con noi durante le infinite volte che l’abbiamo percorsa.