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“La felicità è un sistema complesso” – (29/11/16) – [Visioni 126]

La felicità è un sistema complesso

regia di Gianni Zanasi (Italia, 2015)

Enrico Giusti avvicina per lavoro dei dirigenti totalmente incompetenti e irresponsabili che rischiano ogni volta di mandare in rovina le imprese che gestiscono. Lui li frequenta, diventa loro amico e infine li convince ad andarsene evitando così il fallimento delle aziende e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. È il lavoro più strano e utile che potesse inventarsi e non sbaglia un colpo, mai. Ma una mattina…

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  1. Luigi
    30 Novembre 2016 a 8:50 | #1

    Zanasi compie un lavoro"onesto", consapevole di mantenere la sua storia in una dimensione leggera e allo stesso tempo attuale e quindi concreta.
    Il "palato" fine dei visionari ieri sera è stato sicuramente provocato nel definire, associare, cogliere da un film come questo quella sensazione che fa importante un film, lo rende speciale, lo fa nostro.
    Potrebbe darsi che "la semplicità" è una cosa complessa. Bravi attori, toni a volte divertenti, scene anche ben girate, buona musica, richiami a temi più alti.
    Non dovrebbe sorprendere che un film scivoli via e lasci, apparentemente, senza spunti. A ben vedere ieri ce n’erano diversi. I rapporti irrisolti con padri e fratelli, il mondo spietato della finanza, l’importanza dei desideri dei giovani, l’assuefazione al potere, la semplicità e quindi la felicità.
    Zanasi non compie un’operazione alla Petri, non emula Marco Tullio Giordana, non strizza l’occhio a romanzi criminali o gomorriadi.
    Ci racconta la storia di un uomo, di un cambiamento, di uno smarrimento e forse di una rinascita.
    Un cinema da giudicare senza fretta, dimenticandosi un pò dei capolavori ma tenendo con noi anche questo tipo di cinema

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