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“Serata dedicata a Pier Paolo Pasolini” – (2/11/15)- [Visioni 115]

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Il 2 Novembre 1975 veniva brutalmente assassinato Pier Paolo Pasolini. Come sempre accade ogni volta che lo si ascolta, lo si guarda, lo si comprende, ci sentiamo meno soli pur avvertendo la sua tangibile assenza.

La sua poesia, il suo pensiero, la sua visione, la sua verità, nelle parole di chi ha attraversato la sua vita.

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  1. Luigi
    3 Novembre 2015 a 11:51 | #1

    Ieri sera, ascoltando ancora una volta Pasolini, rivedere le sue vicende, ammirare sempre e con occhi nuovi la sua visione, mi sono reso conto che ognuno di noi, per quanto gli è concesso, dovrebbe difendere contro tutti e tutti la sua figura. Una figura che nonostante sia potente, intensa e profonda, è allo stesso tampo fragile ed indifesa. Fragile perchè attaccabile, contraddittoria, sensibile. Indifesa perchè molti la confondono con quel conformismo che lui ha sempre denunciato e che oggi livella ogni cosa.
    Non riesco a trovare una figura simile a lui, insieme poetica, lucida.
    Ogni volta resto colpito. Due anni fa, abbiamo organizzato una serata estiva su Pasolini e nel rileggere le parole che mi sono venute, mi ritrovo d’accordo e mi viene voglia di riproporle.

    9 settembre 2013: "Folgorante, lucido, sferzante, lungimirante, acuto, poetico. Quanti aggettivi potrebbero essere usati per delineare solo in parte la capacità intellettuale di Pasolini. A distanza di mezzo secolo, sentire ancora le sue parole fa bene e allo stesso tempo scuote gli animi. Un coraggio sublime, una capacità di analisi cinica e incontrovertibile. La sua religiosità, il suo sguardo curioso, l’infinito della sua poesia.
    Ed anche il suo cinema, apparentemente sperimentale nella sua ricerca di linguaggi, anno dopo anno, diventa sempre più un genere, una forma espressiva raffinata che forse si esalta al di là delle intenzioni del regista.
    Bisognerebbe istituire una periodica rivisitazione di Pasolini, divulgarla sempre di più, dare ricchezza maggiore a tutto quello che ci ha lasciato e che ha il pregio di vivere e rinnovarsi sempre di più.
    Il nostro Pier Paolo….."

  2. Tano
    9 Novembre 2015 a 18:02 | #2

    Solo ora trovo un pomeriggio di silenzio per qualche parola. Io devo a Pasolini molto, quasi una conversione, certo una palingenesi; s’egli non mi fu padre, certo fu mentore, guida, luce, faro.
    Pochi versi riassumono un’insegnamento primario, che ho sempre tenuto di conto, anche quando era difficile o controverso il tenerne fede: quelli iniziali de "Il pianto della scavatrice" da "Le ceneri di Gramsci", che riporto:
    <<Solo l’amare, solo il conoscere
    conta, non l’avere amato,
    non l’aver conosciuto. Dà angoscia
    il vivere di un consumato
    amore. L’anima non cresce più.>>

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