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“Guida galattica per autostoppisti” – (27/1/15) – [Visioni 106]

“Guida galattica per autostoppisti” è un film del 2005 del regista Garth Jennings. Il film è ispirato alla serie omonima che fu ideata per la radio della BBC dallo scrittore britannico Douglas Adams. Successivamente furono editi una serie di romanzi che lo scrittore stesso battezzò come “una trilogia in cinque parti”.
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  1. Sergio
    28 Gennaio 2015 a 11:34 | #1

    Un cult per il suo genere.
    Esilarante. Già l’inizio, con i delfini creature più intelligenti della Terra che cantano agli umani “Addio e grazie per il pesce” mentre abbandonano il pianeta volando via prima della sua distruzione, ma purtroppo i loro messaggi vengono interpretati dagli uomini come segno di divertimento per i giochi acquatici che svolgono…
    Geniale la poesia “Ode a un piccolo grumo di mollume verde trovatomi sotto l’ascella un mattino di mezza estate”.
    Bizzarro il riferimento alla creazione del cosmo generato da un anomalo quanto originale “big bang theory”: un forte starnuto da parte della Grande divinità Ciaparche Verde.
    Provocatorio il riferiemento alla congregazione di Humma Kavula che attende il messia sotto forma di “Grande Fazzoletto Bianco” da ostentare ai suoi fedele.
    Un film da prendere come viene. Visto su DVD, ma al Detour è un’altra cosa.

  2. Luigi
    28 Gennaio 2015 a 14:01 | #2

    Il legame con gli scritti di Douglas Adams impone una lettura degli stessi. Anche se il cinema nasce sempre da una scrittura, nei casi come questo, dove il film è una trasposizione (più o meno) fedele, è necessario vedere tutta la storia nel suo complesso.
    Volendo comunque rimanere solo al film, immaginando tutti coloro che lo hanno visto così, senza una preparazione sulla sua genesi, salta allo sguardo e all’ascolto la sua dimensione atomica, frizzante, surreale, divertente e provocatrice.
    Una full immersion nello spazio che ci circonda, sia esso galattico o mentale, tra le domande immortali e le risposte “probabili” o “inverosimili”.
    La casualità che diventa regola, l’ordine che si associa all’irregolare, la dimensione dell’uomo e ciò che lo circonda in una straordinaria miscela di impossibile realtà.
    Il ritmo del film è , se si può dire, geniale. La trama, la storia, ciò che accade, ad un certo punto vanno abbandonate per perdersi nel “tutto”, nella estraniante sensazione di sorpresa.
    Il buon Piero da tempo aveva sussurrato la visione. E visione è stata.

  3. Isabella
    28 Gennaio 2015 a 15:19 | #3

    siamo in molti a pensare che la risposta sia sempre 42…

    http://www.astronautinews.it/2014/09/24/poster-expedition-42-samantha-cristoforetti/

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