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“Cinema e libertà” – (25/3/14)

Sono stati presentati estratti da film dove ognuno ha  trovato al meglio espresso il concetto di libertà. Ogni scena è stata introdotta da una brevissima presentazione che ha illustrato i motivi della proposta.
Un piacevole viaggio quindi tra tanti film per riscorprine anche di nuovi.

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  1. Ivano
    26 Marzo 2014 a 9:29 | #1

    Grazie per il lavoro fatto: grande, importante.
    Ha permesso a ciascuno di noi di conoscerci meglio e di presentarci agli altri visionari in una nuova prospettiva.
    Credo che ciascuno di noi si senta più in libertà

  2. Luigi
    26 Marzo 2014 a 14:38 | #2

    Quante libertà ci sono? Noi siamo liberi? Quante persone al mondo non lo sono? Il cinema è libero? Quante domande e quanti spunti possono essere prodotti da una serata come quella di ieri. Le immagini che fanno da filtro alla nostra visione delle vita. Un continuo intreccio di storie e desideri, di intenti e passioni. Come accaduto altre volte, tutte le scene viste rimbalzano nella testa e scorrono ancora. E non saranno pochi i film che da oggi ritroveremo intrisi di libertà. Lo sguardo femminile, la libertà individuale, la ribellione collettiva, i piccoli momenti che cambiano una vita, le fughe, la follia, l’innocenza. E’ stato un vero piacere unire in una sola serata un concentrato di pensieri, liberati dal cinema e confidati agli altri.
    Libertà di farlo ancora …e ancora.

  3. Rita
    26 Marzo 2014 a 19:32 | #3

    Serate come quella di ieri disvelano universi e percorsi umani più di mille parole. E’ sorprendente come ciascuno ha rappresentato, attraverso un’emozione, un vissuto personale, una suggestione, il suo più intimo modo di intendere il concetto di libertà attraverso le immagini, immagini che parlano direttamente alle emozioni, che ti bucano dentro al di la dei percorsi della mente, delle decodificazioni verbali, che danno un senso al gruppo e mettono a nudo i pensieri senza pudori. Un modo di rappresentare e amare l’arte del cinema attraverso un pezzetto delle nostre storie, un modo di raccontarsi agli altri attraverso il cinema, un viaggio per godere, rivivere e scoprire insieme, attraverso una caleidoscopica, vorticosa girandola di immagini, anni di cinema. Un susseguirsi di pensieri e riflessioni mi hanno accompagnato per tutta la serata, avrei talmente tanto da dire…una valanga in piena che travolgerebbe il senso e la bellezza delle immagini che ancora ci portiamo negli occhi. A mille di queste serate!

  4. Tano
    27 Marzo 2014 a 7:27 | #4

    Le tante visioni personali si aggrumano in temi comuni, in gruppi, in comunità di comune sentire, in file, e ti ricordano che a fianco a te scorrono fiumi che hanno percorsi diversi ma in cui l’acqua è sempre la stessa. Lo scroscio delle rapide o il grasso lento fluire sono i nomi diversi delle fiumare, ma l’acqua è la stessa. Farli scorrere vicino ogni tanto ci ricorda che non siamo soli e che ci accomunano i grandi bisogni e le grandi aspirazioni. Insieme ci si può fermare a bere.

  5. Piero
    27 Marzo 2014 a 15:50 | #5

    Un invito a Sergio, amante di grafici e statistiche, e una domanda a tutti:
    - c’erano quattro film arabi (tutti scelti da donne…)
    - due film francesi o quasi (Bresson e Bunuel) e un film inglese
    - tre fiilm italiani (Tornatore, Bruni e Tavarelli)
    - nove film americani

    C’entrano qualcosa, secondo voi, queste nazionalità con il concetto di “libertà”, o è solo un problema di distribuzione cinematografica?

  6. Luigi
    27 Marzo 2014 a 15:55 | #6

    La riflessione di Piero è interessante. Noi abbiamo usato il cinema che ci arriva e che possiamo vedere. Forse dai paesi dove la naturale libertà è ancora un miraggio non ci arriva abbastanza cinema e chissà in quanti film di questi paesi è gridata al mondo una voglia di libertà assoluta.

  7. Tano
    28 Marzo 2014 a 15:33 | #7

    A meno che la Spagna non sia stata annessa alla Francia o giù di lì, Bunuel era iberico e trasfuga dal franchismo, surrealista, internazionalista, praticamente anarchico. Ma questo è un gioco. Mentre la libertà è una cosa seria e nel cinema tendiamo a dimenticare i film che seriamente l’hanno affrontata. Non solo come liberazione personale di stampo sessantottino, ma come lotta di popolo contro gli oppressori (fissato?). Mi sovviene Braveheart, il Gladiatore (Brava Rita con La battaglia di Algeri), Le quattro giornate di Napoli, Il Generale della Rovere e mille altri. Oceani di filmografia esotica non li prendiamo in considerazione. Ma nel cinema a noi più vicino c’era tanto da pescare e tanto abbiamo pescato. Riproviamo a tornare sul tema. Troviamo anche una formula diversa. W l’ovvietà.

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