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Pasolini, immagini e parole

Una sera di Settembre, su una terrazza romana, ad ascoltare le parole di Pasolini.

Pagine corsare

La ricotta (recensione)

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  1. Luigi
    9 Settembre 2013 a 7:56 | #1

    Folgorante, lucido, sferzante, lungimirante, acuto, poetico. Quanti aggettivi potrebbero essere usati per delineare solo in parte la capacità intellettuale di Pasolini. A distanza di mezzo secolo, sentire ancora le sue parole fa bene e allo stesso tempo scuote gli animi. Un coraggio sublime, una capacità di analisi cinica e incontrovertibile. La sua religiosità, il suo sguardo curioso, l’infinito della sua poesia.
    Ed anche il suo cinema, apparentemente sperimentale nella sua ricerca di linguaggi, anno dopo anno, diventa un genere, una forma espressiva raffinata che forse si esalta al di là delle intenzioni del regista.
    Bisognerebbe istituire una periodica rivisitazione di Pasolini, divulgarla sempre di più, dare ricchezza maggiore a tutto quello che ci ha lasciato e che ha il pregio di vivere e rinnovarsi sempre di più.
    Il nostro Pier Paolo…..

  2. Tano
    9 Settembre 2013 a 10:56 | #2

    A Licia, che doveva essere in terrazza con noi e non è potuta venire per altri impegni, non piacevoli.
    Mi spiace. Sei mancata alla serata del ricordo e dello stupore, e dell’amore, per questo fratello perduto. PPP è venuto dagli abissi dilaniando la sua carne nelle asperità delle nostre vite, e si è allontanato, perso, ma sempre presente come tutti i profeti. Ha scavato nelle nostre anime e ci ha lasciato più dolenti, ma più consapevoli. Ha interpretato i propri tempi andando a cercare i segni nel lontano passato e lasciandoci messaggi, che solo ora comprendiamo. Figlio della fede contadina ha letto in chiave di tragedia politica la modernità; contemporaneo del visionario Fellini, che ha segnato le nostre anime con l’arte da giocoliere della grande commedia umana. Il 12 settembre andrà in sala il docufilm di Scola su “Federico”. Io non mancherò.
    Buonanotte.
    Tano

  3. Patrizio
    10 Settembre 2013 a 5:53 | #3

    Grazie a tutti per la stimolante partecipazione su PPP.
    Riprendendo l’osservazione di Giovanni sul ruolo dell’intellettuale nella societa’ e sul suo essere “contro”, mi era balenato come altro personaggio scomodo, se pur distante, Louis Ferdinand Celine.
    Ho voluto curiosare se tra i due vi fossero stati contatti culturali.
    I 2 link propongono uno scontro a distanza.
    Interessanti anche i pochi commenti dei lettori dei blog di riferimento.
    Ciaoooo
    Patrizio

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CDEQFjAA&url=http%3A%2F%2Flf-celine.blogspot.com%2F2009%2F09%2Fpier-paolo-pasolini-e-celine.html&ei=qA8uUpvcC5DasgbOtICYDg&usg=AFQjCNGmh8mQl1q38O315sRp8aa9w6AoVg&sig2=0kyvWswf_cOuaHPeZ4z5YA&bvm=bv.51773540,d.Yms&cad=rja

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&ved=0CDoQFjAB&url=http%3A%2F%2Flf-celine.blogspot.com%2F2013%2F03%2Fceline-e-pasolini-di-alessandro-vichi.html&ei=qA8uUpvcC5DasgbOtICYDg&usg=AFQjCNG695NCV93eeFfy5NiugbxjVuE5HA&sig2=fZvnI2yi-WDB39394NvoOQ&bvm=bv.51773540,d.Yms

  4. Sandro
    10 Settembre 2013 a 15:30 | #4

    Vorrei spostare l’attenzione dalla generale ‘santificazione’ del Poeta Regista (innegabile, sebbene suoni beffarda, per PPP) ad aspetti più tecnici che riguardano alcuni aspetti temporali e formali del film.
    Queste scoperte sono state una sorpresa anche per me, nel momento in cui sono andato a riguardare i dati in mio possesso.
    Si parlava l’altra sera dei rapporti Pasolini-Fellini.
    Consideriamo le date di questi due film: 1962-63 La Ricotta di Pasolini; 1963 per 8 e ½ di Fellini. I due si muovevano nello stesso ambiente ‘cinematografaro’ romano e Pasolini era stato aiuto regista con Fellini (notizia avuta da Luigi)…
    E nello stesso periodo fanno entrambi un film di “cinema nel cinema” che non è un genere troppo frequentato. È solo un caso o si può parlare di influenza reciproca?
    E poi un’altra scoperta.
    Tempo fa raccolsi materiale sul tema “Il cinema nel cinema” per qualche curiosità di cui ho anche dimenticato l’innesco. La mia fonte è stata l’Enciclopedia del Cinema sulla Treccani (al link http://www.treccani.it/enciclopedia/cinema-nel-cinema_%28Enciclopedia-del-Cinema%29/)
    Ebbene, La ricotta non è nominata, né come corto né come episodio del film di cui fa parte (ROGOPAG). Non solo: il film non è citato né in ordine di tempo (e sì che la disamina parte dai primi del ’900), né per Autore (mentre considera un film e un Autori polacco!).
    Che pensare? Una svista illustre o che ancora una volta Pasolini è negletto o peggio ancora malcompreso? O è solo il film La ricotta ad essere stato dimenticato o maldigerito (à propos!), visto che poi Pasolini è anche citato a proposito dell’autoreferenzialità de Il Decameron (1971) e de I racconti di Canterbury (1972)

    A parte questa falla, la review della Treccani è completa e illuminante e sarà da acquisire agli Atti di Visioni

  5. gianni
    10 Settembre 2013 a 15:44 | #5

    Puro artista o intellettuale? O tutti e due . E se tutti e due quanto prevale il primo sul secondo? Queste sono le domande che mi piace indagare. Non ci sarà nessuna risposta decisiva, solo opinioni, domande, messe a confronto, impressioni evanescenti come possono essere le opinioni soprattutto quando si parla di una persona. E quale persona!

    L’anelito artistico emerge dalla ricerca della bellezza pura e incontaminata, espressione della sua poesia e dell’immagine letteraria prima e cinematografica poi dei suoi personaggi: puri e incontaminati, come i tratti dei loro visi, dei lori corpi fragili e violenti, i cui segni appaiono di una bellezza non convenzionale, anzi talvolta così fuori dai canoni del perbenismo imperante, da sembrare magnificamente brutti e armoniosamente sgraziati. La ricerca della bellezza, nelle parole, nella musica, nella luce, nell’intelligenza, è il tratto della sua genialità. Il cinema si trasforma con Pasolini in un nuovo strumento fatto di figure plastiche, talvolta immobili come in un quadro di Caravaggio, la cui umanità terrena si presenta e irrompe , ancora una volta, contro i nostri modi di vedere, di pensare e d’immaginare. Non serve recitare, almeno così come la consuetudine ci ha abituati; loro, i suoi personaggi, ci raccontano di un mondo incontaminato dal convenzionalismo, dal pensiero unificante, dal qualunquismo … un mondo che sentiamo esistere soltanto in un’astrazione intellettuale.

    Questa è la visione intellettuale di Pier Paolo Pasolini. Un’astrazione che astrae lui stesso fuori dal contesto in cui vive, contesto che non lo riconosce e, anzi lo considera un nemico, un avversario, un diverso, un elemento estraneo da eliminare … e lui lo sa e sceglie. Sceglie la militanza attiva, sceglie di scendere dal piedistallo d’intellettuale e diventa un militante delle proprie idee, della visione della vita che sentiva appartenergli; fu questo il suo modo d’essere partigiano, combattendo la sua battaglia quotidiana contro la banalità, contro il pensiero unico, contro il degrado della dignità umana. Combatterà nonostante le forze avversarie soverchie. Fino all’ultimo giorno.

  6. Luigi
    10 Settembre 2013 a 17:19 | #6

    L’altra sera, in un breve messaggio, Alessandro, che ha gradito molto la serata, mi diceva di come le immagini di Pasolini gli avessero rievocato, tra l’altro, la figura del Caravaggio. Nell’intervento di Gianni viene altresì sottolineata la stessa cosa e, spulciando in un mio intervento su Mamma Roma (vedi su questo blog: http://forumcinema.blog.tiscali.it/2006/11/06/visioni__6____mamma_roma_1602516-shtml/), faccio riferimento al Caravaggio.
    Trovo le coincidenze “poco casuali” considerando la grande influenza che ha la pittura nel cinema di Pasolini e la grande similitudine di vite tormentate.
    Considerazioni “caleidoscopiche” che l’universo Pasolini riflette in quantità innumerevoli così come gli interessanti spunti di Patrizio tra Celine e Pasolini.

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