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The must be the place

Un film di Paolo Sorrentino. Con Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten. Francia, Irlanda 2011

 

Cheyenne è stato una rockstar nel passato. All’età di 50 anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive agiatamente, grazie alle royalties, con la moglie Jane a Dublino. La morte del padre, con il quale non aveva più alcun rapporto, lo spinge a tornare a New York. Scopre così che l’uomo aveva un’ossessione: vendicarsi per un’umiliazione subita in campo di concentramento. Cheyenne decide di proseguire la ricerca dal punto in cui il genitore è stato costretto ad abbandonarla e inizia un viaggio attraverso gli Stati Uniti.

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  1. Luigi
    1 Giugno 2013 a 22:13 | #1

    Con la visione di "The must be the place", sospinta dalla quella recente de "La grande bellezza", ho completato il mio personale giro sui film di Paolo Sorrentino. Facendo una veloce rivisitazione cronologica delle sue opere la prima cosa che mi viene da dire è che col tempo Sorrentino, pur con grande impegno e stile, abbia avuto sempre meno coraggio rispetto ai suoi esordi. Spero che non si stia accontentando o adagiando su quanto gli è stato riconosciuto finora.
    Di certo è che divide e dei suoi film si hanno nello stesso tempi pareri discordanti e distanti, nel senso che tendono a non avvicinarsi. Insomma o si odia o si ama.
    "The must be the place" non sfugge a questa regola. Il film, in qualche modo però, ti resta addosso. Dopo una titubante indecisione nell’accompagnare i pensieri del protagonista, lo si segue invece nel suo folle viaggio dentro di sè e nel mondo. Una ricerca del passato, un rimpianto del presente, un’incertezza del futuro in parte illuminata da una speranza finale quando dalla maschera dell’artista/bruco rinasce l’uomo/farfalla pronto a volare in altro modo.
    Non è colpa di Sorrentino se guardando il film la mente di chi ha il cinema tra le sue passioni va ad altri film scuola nel genere come "Paris Texas" o "Zabriskie Point" ma tant’è. L’arte fa scuola e assimilare (se preferite citare) ha pregi o difetti, a seconda dei punti di vista.
    Sicuramente "The must be the place" ha molto del mondo di Sorrentino. La sua passione per un cinema ricercato, i suoi gusti musicali, la sua indefinita ricerca della pura (im)perfezione.
    Il personaggio di Sean Penn (Cheyenne) è teneramente folle, fragile e sapiente. A volte sicuro a volte sospeso. Un film ed una storia molto "americana" con lo sguardo europeo che si è innamorato di quel cinema e di quei luoghi.
    La miscela di temi che trasversalmente scorrono nella storia (la musica, gli affetti, l’olocausto, la solitudine) sono tutti diversi ma uniti dalla passività che gli uomini hanno nei confronti dei grandi misteri della vita e della morte.
    Sorrentino alterna contenuto e tecnica. Sembra a volte sopperire al primo con grandi virtuosismi stilistici. In questo film ad esempio sembra quasi che quando dovrebbe osare rallenta e quando invece osa esagera. Probabilmente la necessità è stata da parte sua quella di unire l’indefinito del protagonista all’incapacità di dare risposte o di trovare certezze.
    La musica è molto apprezzabile e, senza invadere, recita un ruolo importante com’ è giusto che faccia una buona colonna sonora.
    Forza Paolo. Ora che ti abbiamo (ri)conosciuto continua e non deluderci e inventa con la forza di una rinnovata umiltà!

  2. Sergio
    2 Giugno 2013 a 23:59 | #2

    Mi sembra di capire che Luigi ha lanciato il VISIONI ON-DEMAND, o l’HOME VIDEO VISIONI.

    Il film?. Non esprimo per ora giudizi visto che non tutti l’hanno visto. Dico soltanto: bravissimi gli attori, ma il doppiaggio di Cheyenne non è all’altezza. Voce monotona, volutamente monotona, ma priva di cadenza, di qualsiasi accento.

    Se potete guardatelo in v.o. sottotitolata !!!

    Guardatevi il dialogo del trailer italiano e confrontatelo con quello originale allegato di seguito, non c’è paragone.

    Dialogo con David Byrne (v.o.)
    http://youtu.be/AfzP_uTXDuk
    Dialogo v.o.
    http://youtu.be/dsIib5QEvYE

    Il look del cantante Cheyenne (“Mi chiamo John Smith”) interpretato da Sean Penn è ispirata al leader dei The Cure, Robert Smith.
    http://youtu.be/F8mOF4u6VBo
    la canzone merita l’ascolto.

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