Home > Cinema > Visioni [68] – “Soldi Sporchi”

Visioni [68] – “Soldi Sporchi”

 L’avvio è quasi banale: un aereo precipitato misteriosamente in un bosco innevato, una valigia piena di soldi, tre uomini che vi s’imbattono per caso. Raimi stempera nel freddo di una ghiacciata provincia americana il suo cinema ridondante e pirotecnico, che dell’eccesso aveva fatto una cifra stilistica apprezzabile; è come se anche lui si accodasse ai pentiti fratelli “di sangue” americani sulla strada della redenzione dalla violenza più esplicita e della ricerca di un’impronta più riflessiva e allusiva: Lynch, Tarantino, in parte gli stessi Coen, che di Sam Raimi sono amici e collaboratori….

Consulta la scheda completa del film

Tag:
  1. Luigi
    2 Dicembre 2011 a 10:04 | #1

    Ieri sera, al termine del film, l’alternanza dei commenti induceva alle riflessioni che in questi anni di incontri hanno decisamente “marcato” la caratteristica di Visioni. Il commento a caldo, si sa, è quello più sanguigno, quello che libera lo spettatore da una passiva ricezione di immagini sulle quali poi si costruisce un pensiero e spesso interrogativi e curiosità. Ho definito “Soldi Sporchi” come un film non “classico” di Visioni. E’ costruito su una solida storia di un deciso romanzo che ha appassionato in primis il regista (Sam Raimi) e gli attori. Chissà la lettura dello stesso dove ci porta…..vedrò di recuperarla.
    SI crea una storia sullo schermo dunque, si riportano (volontariamente o meno) collegamenti al cinema di riferimento (i corvi/uccelli hitchockiani), cittadine sperduti ed innevate (vedi Fargo dei Coen), accadimenti e fatti che portano a epiloghi drammatici magari inizialmente impensabili (consiglio la visione di “Cose molto cattive” di Peter Berg, Usa 1998).
    Dal punto di vista della storia, ritroviamo in parte quello che sempre Hitchcock ha coniato come “MacGuffin” e cioè una storia che parte da un pretesto per raccontare altre storie.
    E qui mi piacerebbe che anche altri dicessero la loro su quanto visto. Qualche spunto viene lanciato e forse potrebbe essere ampliato (l’attaccamento alla famiglia, il sogno americano, la vita ideale, i rapporti creduti solidi, l’inaspettata tentazione che risveglia il lato oscuro dell’uomo).
    Solo per commentare il film nella sua “messa in scena”, secondo me Raimi ha fatto un buon lavoro. Esperto di suspence, mette bene in piedi gli incastri delle scene, i dialoghi apparentemente “di passaggio”, qualche colpo di scena che lo spettatore fin dall’inizio ormai aspetta e ne è in parte consapevole.
    Un uomo tranquillo che alla fine ha sul groppone 4 omicidi. Non male!
    Soldi sporchi, piani semplici, neve bianca.

  2. Alessandro
    2 Dicembre 2011 a 10:47 | #2

    Certamente è un film atipico per Visioni, al quale non sono abituato (leggi viziato).
    A caldo stride l’impronta scontata iniziale e un improbabile federale (di cui nessuno verifica le generalità!) che assume uno sguardo da cattivo un po’ troppo da film americano da prima serata.
    Anche qui però la storia vera esce a freddo con vari spunti, dalla voglia di riscossa da una vita scialba e banale (ma che prima andava benissimo com’era) ad un fratello con una vita normale, cultura da college, un lavoro ed una famiglia altrettanto normali che non si accorge quanto tutto questo sia costato agli altri intorno a lui.
    Il cambio di prospettiva poi di una moglie (bellissima col pancione!) che all’inizio "non lo farei perchè ‘è rubare’" fino ad arrivare a un "nessuno penserebbe mai che uno come te possa aver ucciso qualcuno" è l’emblema degli effetti devastanti derivati dal superare certi (personalissimi) paletti.
    Diceva F. De Andrè "senza la mia paura mi fido poco". Ecco nel momento in cui si esce dai propri schemi anche una storia inverosimile diventa probabile.

  3. Sandro
    3 Dicembre 2011 a 8:10 | #3

    Seratina
    La mia resistenza iniziale, con questo genere di film (e storie) nasce da un preconcetto; o anche da un metodo di lavoro.’
    Per le cose che scrivo, sono spinto alla necessità, più che al caso; prediligo le storie ‘necessarie’ in cui lo scrittore si trova a seguire un filo quasi obbligato; non scontato, ma per lui imprescindibile.
    Alle casualità e invenzioni già proposte dalla vita, sempre spiazzanti, trovo – come costruttore di trame – non ci sia bisogno di aggiungere altre complicazioni, balzane e cervellotiche, per arrivare a conclusioni distanti e incongrue con le premesse
    Per fare un esempio ho odiato "Seratine", un racconto di Niccolò Ammaniti degli esordi, quando pubblicava per Einaudi in un gruppo definito ‘i nuovi Cannibali’
    Lì la storia procedeva, da una tranquilla ‘seratina’ in cui il protagonista era tornato a casa presto per andarsene a dormire, attraverso lo squillo del citofono di un amico sotto casa che lo invita ad uscire, all’intrusione allo zoo (?), al furto di un animale (non ricordo cosa, un piccolo di canguro, forse), ad affastellare inseguimenti ed altre mirabolanti avventure, fino a che il Nostro si trova con una pistola puntata alla testa. Come sono finito qui? Si chiede a questo punto …e con lui anche il lettore!
    Ma per tornare al film dell’altra sera, tra il mio preconcetto di base e la valutazione finale ci sono stati poi tutta una serie di letture e ‘Visioni’, non ultimi molti film dei fratelli Coen, che mi hanno fatto prendere coscienza di un altro metodo di lavoro: quello di costruire una cornice improbabile – il Mac Guffin di Hitchcock più volte citato da Luigi – per dire tutt’altro.
    Che non sceglierei mai, ma riesco ad apprezzare (e molto) quando me la ritrovo davanti in una tranquilla "seratina", appunto!

  4. Sergio
    3 Dicembre 2011 a 23:05 | #4

    La vita di tre uomini nell’innevata provincia americana viene stravolta dal ritrovamento di un aereo privato in un bosco con a bordo quattro milioni di dollari. La prospettiva di una nuova vita è allettante. Viene elaborato il più semplice dei piani: tacere con le mogli e amici, nascondere il malloppo e aspettare la primavera per dividersi la somma. “Cosa faresti con 4 milioni di dollari trovati per caso?” … ognuno avrebbe la risposta facile come Sara, ma vederli sparsi per il salone è tutta un’altra cosa.
    Bastano i soldi a far cambiare la vita? Quando si supera il confine della morale? Fin dove siam disposti ad arrivare per aver una vita agiata e di lusso?
    E’ l’inizio di un girotondo di tradimenti complotti sospetti violenza e morte. Il risultato è un thriller di Sam Raimi. Un genere, piaccia o no. Sceneggiatura, analisi psicologica e la metamorfosi dei personaggi sono a mio avviso il punto di forza del film.

    Particolare invece la ricostruzione degli eventi che portano al ritrovamento dell’aereo.

    http://www.youtube.com/watch?v=LHwqxqcOt4I

    Al ritorno dal cimitero il giorno della vigilia di capodanno Hank insieme a suo fratello Jacob ed un amico di quest’ultimo subiscono un incidente d’auto per evitare di investire una volpe che aveva appena rubato una gallina da un pollaio. Ma Hank, che va al cimitero una sola volta l’anno, ci deve andare proprio alla vigilia di capodanno? Ci potrebbe andare a novembre quando ci va Jacob così porta i crisantemi invece delle stelle di natale. Curiosità: come mai anche l’amico va al cimitero con loro? forse pisciare al campo santo a capodanno porta bene!?!. La volpe mi sembra essere un animale poco “furbo” visto che non si accorge che mentre attraversa la strada sta passando un pick up. Poi, il cane di Jacob non ha mai visto una volpe? Rincorrerla sulla neve è una partita persa. Vabbè che ci corre dietro anche Hank che indossa i mocassini invece di vedere se l’auto ha subito dei danni. Comunque proprio sfortunati i tre amici. Fosse il corvo della prima inquadratura l’uccellaccio del malaugurio?

    http://www.youtube.com/watch?v=r1JSo1XpkXg

  5. gianni
    5 Dicembre 2011 a 18:44 | #5

    Il film, all’inizio aveva cominciato a irritarmi. Già dalle prime battute cominciavano a susseguirsi una serie di accadimenti che, pur sembrando casuali, inanellavano una serie di errori commessi dai protagonisti (i due fratelli e l’amico) che prefiguravano già dove voleva andare a parare il regista. Mi sono detto: “ecco un altro film bell’e scontato!”
    Nei film di genere thriller e soprattutto di bassa lega questo espediente dovrebbe, nelle aspettative di chi lo produce, creare una sorta di suspence, una trama che si dipana in un intrigo di eventi che dovrebbero interessare lo spettatore, riuscendo invece, per quanto mi riguarda, ad annoiarmi profondamente.
    A quel punto ho sussurrato a Luigi (seduto a fianco): “ma non ti è bastato proporre un film come Funny Games per farci irritare? Vuoi proprio fare il provocatore!”
    Louisson, mi ha rivolto uno sguardo di sufficienza, non ha risposto e mi ha fatto un cenno con il chiaro significato: “guarda!”
    In effetti, man mano che il film si dipanava, l’attenzione si lasciava trasportare da sola (non era più necessario che io la forzassi). La trama del film che all’inizio sembrava banale, scontata, forzata, perdeva sempre di più la sua rilevanza, si trasformava in una sorta di canovaccio dal quale emergevano i personaggi che via via andavano sempre più caratterizzandosi nelle sfumature psicologiche, nei pensieri, nelle reazioni a situazioni paradossali.
    La trama (il susseguirsi dei fatti in un innevato paese dell’America rurale) era diventata come un laboratorio nel quale venivano isolate storie di vita diverse e di diversa umanità.
    Ho trovato:
    - eccellente l’interpretazione di Billy Bob Thornton (Jacob)
    - nessun dialogo inutile o superfluo,
    - essenziali le scene, nella scelta dei primi piani, degli sfondi, dei dettagli (quasi di stampo hitchockiano)
    - la tensione non ha mai avuto un minimo calo,
    - l’attenzione si è lasciata trasportare per tutto il film con piacevolezza.
    Veramente un buon film, da collezionare nella filmografia di Visioni.
    Grazie Louisson.

  6. simone
    6 Dicembre 2011 a 21:45 | #6

    Salve a tutti
    Questo è la prima volta che commento un film, quindi abbiate pazienza se non sarà all’altezza dei grandi esperti di cinema :-) comunque volevo esprimere una mia opinione su questo film, perche mi ha colpito! Prima di tutto il titolo, appena riferitomi da mio padre, ho pensato: Ma che film andiamo a vedere….. Mi aspettavo un film d’azione, il classico film interpretato da Nicolas Cage…. Si insomma un’americanata!!! E invece come Gianni mi sono dovuto ricredere. É stato un film pieno di suspence e anche un po’ crudo. Un altro carattere del film che mi ha colpito è di come la donna incinta ha cambiato carattere dopo aver assaggiato (momentaneamente) il sapore dei Soldi!!!! La sua mente ha iniziato a elaborare piani, idee per tenersi la somma di denaro, e come liberarsi dell’ubriacone e di jacob! Insomma un film che apparentemente inganna, sia dal titolo, sia dall’ inizio del film. Ma alla fine rispecchia il vero effetto che produce una somma di denaro del genere.
    Ora starete pensando: ma quante cose l’hanno colpito???? Ma ci sará una cosa in particolare che lo ha colpito???
    La mia risposta è senza alcun dubbio jacob!!!
    Quest ultimo ha dimostrato di essere un ottimo attore, interpretando un uomo, con evidenti difficoltá, con un passato da figlio di serie B rispetto alle grandi prospettive di futuro del fratello… Ma nonostante tutto non nutre rancore verso esso, anzi lo accompagna in tutte le follie e omicidi commessi… Fino ad arrivare al limite estremo, decidendo di farsi uccidere da lui ( unico modo per uscirne per quest ultimo ).
    Per il mio parere sicuramente nel film è il ruolo piú difficile, ma interpretato da un attore degno di questo compito.

  7. Lorenza
    9 Dicembre 2011 a 11:07 | #7

    Ciao! Credo che già sia stato detto egregiamente quanto si poteva dire. Quindi mi limito a piccoli dettagli personali. Mi stupisco sempre di come certi film dalla cui visione esco con un sentimento di freddezza nei giorni seguenti comincino a lievitare dentro e ad innescare pensieri e a creare connessioni con il presente. Mi è capitato ogni tanto di incontrare qualcuno e di dirmi: questo tipo qui all’apparenza così innocente ci metterebbe niente ad ammazzarne quattro per tenersi i soldi. Anzi ho cominciato a vederne un sacco intorno. AAAARGH quanti ce ne sono…
    Anche per me Jacob è un personaggio stupendo, che da solo basta a dare una piega quasi bergmaniana al film. Come scherzavamo con Luigi dopo, gratta gratta scopri che questo Raimi è un novello Bergman. Anche se la delusione personale viene proprio da lì, mi piacciono i film che sconfinano nel lato più oscuro dell’uomo e non si tirano indietro, ma vanno fino in fondo, l’arrivo del falso agente della Cia mi è sembrato un modo per tirarsi indietro, per buttarla in caciara. Ma d’altronde ognuno racconta le storie che vuole e e come vuole. E Visioni ha il grandissimo merito di mostrarmi storie che altrimenti temo non vedrei mai.

  8. Daniele
    15 Dicembre 2011 a 16:02 | #8

    Tanto bianco, tanta neve, periodo vicino a quello di natale. Una famiglia formata da un marito, uomo semplice, onesto e lavoratore e una moglie in dolce attesa, anche lei con un lavoro noiso in una biblioteca. L’ambientazione è una piccola e sonnolenta comunità americana. Il protagonista ha un fratello mezzo scemo che ha un amico ubriacone.
    Direi che il quadretto non è proprio idilliaco già in partenza, si intuiscono delle forzature nel mantenere i ruoli, l’aspettativa per quel qualcosa in più che, forse, tutti pensiamo di meritare e vogliamo o vorremmo nella vita. Per un attimo i protagonisti sembrano ad un passo dall’ottenerlo: Ritrovano una enorme somma di denaro che sembra non appartenere a nessuno, o che comunque nessuno verrà mai a reclamare. Ma scava che ti scava scoprono da dove viene, e sorgono dei dubbi di coscienza all’apparentemente onesto protagonista; e vengono fuori i limiti dell’amico del fratello, che perde un sacco di soldi al gioco d’azzardo. Poi il film scivola in una serie di omicidi e di regolamenti di conti tra i vari protagonisti e pretendenti ai soldi, e in un bagno di sangue finale. Nessuno è pulito, nessuno è onesto, la neomamma è cinica e spietata, il marito onesto diventa un killer, il fratello scemo e il suo amico ricattatori e furbissimi nel farsi le scarpe a vicenda. Potremmo dire che questo film a come tema il sogno americano infranto, infranto perchè conquistato e poi perso con mezzi illeciti e violenti, non con il duro lavoro. Ma, secondo me, c’è un tema ancora a monte, e cioè che nessuno è al di sopra di ogni sospetto, che chiunque può diventare, per le più svariate ragioni, un criminale, che la violenza alberga nel genere umano in sè. Il regista è Sem Raimi, e questo da un taglio forte ad alcune scene, ma anche al concetto di violenza insita nei rapporti e nella parabola umana.

    Molto bella la fotografia, asciutta e realistica, perfetta in tutto quel bianco.
    Bravi gli attori, soprattutto Thornton e, devo dire con mia sorpresa, mi è piaciuta molto la mefistofelica Bridget Fonda.

    Un caro saluto a tutti.

    Daniele

Codice di sicurezza: