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il piacere del testo….e la lettura – 2^ serata Maupassant

Sarà perchè lo ricordava ieri Bertolucci nel filmato, sarà perchè il film di Ophuls è come una calamita, ma ieri sera rileggere le parole di Maupassant (con la voce di Jean Servais) è stato un vero "piacere" di lettura e di "visione".

L’accoppiata Maupassant-Ophuls è veramente perfetta.  A tratti sembrava anche richiamare fortemente Renoir. E ditemi voi se alcune scene de "La maison Tellier" non richiamano appunto le immagini campestri del grande pittore.

I dettagli. Infiniti. Speciali.

La macchina da presa che scruta nella "casa", che discretamente si nasconde in chiesa, che spia i goffi uomini sul molo , innervositi dal sabato andato a male.

Il piacere e la purezza. L’incontro delle donnine con la genuinità della bambina pronta alla sua prima comunione.

Donnine, "fiori finti", in ogni caso portatrici di felicità di gioia, di spensieratezza.

E la sera del loro ritorno, il paese è in festa. Non ci sarà più quel "rumore del silenzio che sfondava i timpani" ad una di loro.

Il piacere trionfa. In ogni luogo. In ogni scena.

Ed anche quello di vedere il film tutti insieme, non è da meno.

 

 

 

 

 

Scheda IL PIACERE

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  1. Pino
    17 Novembre 2009 a 18:04 | #1

    I film degli anni 50 furono per la Francia un mezzo per ritrovare un senso nazionale od una tradizione che si stava sgretolando con la ricostruzione,la spinta delle nuove generazioni del dopoguerra, la guerra fredda e quella d’Algeria. Una tendenza idealistica e idealizzante che produceva film con molto distacco dalle realtà quotidiane, tratti da romanzi, racconti e feuilleton con più o meno sfumature conservatrici tradizionaliste. Ricerca di valori antichi, radici profonde ed atmosfere nazionaliste cittadine e campestri.

    Finchè nel novembre 1957, dopo anni di maturazione, apparve per la prima volta il termine “nouvelle vague”, movimento che nel cinema si caratterizza nel trattare in tempo reale la realtà, il divenire, la sincerità di un diario intimo di una nuova generazione più spigliata, moderna,inquieta, ribelle. Anticipava gli embrioni degli anni del boom economico e della contestazione.

    Gli stessi registi che si riconoscono in questa nuova tendenza hanno poco più di vent’anni e vivono un modo diverso ed inconsueto di parlare, amare, fare politica.

    (Eric Rohmer, Claude Chabrol, Jacques Rivette, Jean Luc Godard, François Truffaut)

    Questo per dire che ho apprezzato molto “Il piacere” (La casa Tellier)di Max Ophuls e la sua trasposizione da Guy de Maupassant, come avevo apprezzato “Lettere da una sconosciuta”. Avendo trovato in entrambi quel fondo di antico, di romantico, di tradizionale idealizzato. Nel primo, quella vita di città, con le sue regole fisse ed abitudini gioviali, quella vita quotidiana di campagna serena e piccolo borghese. Nel secondo quell’atmosfera da melodramma in un vecchio ambiente barocco con sentimenti calpestati e sensi di colpa. Anche se entrambi sembrano dire cose per l’epoca molto evolute.

    La “nouvelle vague” pur conoscendo profondamente il cinema do Ophuls ed averlo difeso strenuamente nelle discussioni alla Cinémathèque Français, con il suo cinema moderno ed innovativo lo ha condannato all’oblio per le nostre generazioni. Ora tocca ai cinefili riscoprirlo e valorizzarlo, anche se con la fine del secolo postromantico, siamo anche noi che lo apprezziamo,con le nostre idee, condannati all’oblio, dalle nuove ondate di generazioni del secolo(e del cinema)tecnologico.

    Proviamo a farlo vedere ai nostri figli. Povero Ophuls verrà cancellato due volte.

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