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VISIONI – La conversazione [42]

Harry Caul (Hackman), misantropo e solitario mago delle intercettazioni, viene incaricato di spiare una coppia di amanti. A poco a poco si convince che i due sono in pericolo di vita. Nel tentativo di prevenire il peggio, confonderà tragicamente vittima e persecutore e finirà, a sua volta, spiato. Scritto e diretto in uno stato di grazia (fu realizzato tra Il padrino I e II), costruito con inquadrature di misteriosa semplicità e onnipresente suggestione, è uno dei più sorprendenti gialli mai ideati e allo stesso tempo la rappresentazione più penetrante e rivelatrice dell’America dell’epoca. La sequenza d’inizio, e quella finale, non somigliano quasi a nient’altro fatto al cinema.

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  1. Luigi
    12 Giugno 2009 a 16:50 | #1

    Dentro il film. Fuori dal film.

    Accadeva in “La Rosa Purpurea del Cairo”: gli attori escono dallo schermo e raggiungono gli spettatori. Ieri sera, sul tavolo sotto lo schermo,davanti a noi in bella mostra è stata piazzata un’apparecchiatura simile a quella del film. “Filtro panoramico” così si chiama e l’idea è nata con Alessandro che l’ha portata al cineclub. Un pezzo di film fuori dal film. E poi, l’ascolto. Prima il film che parte in lingua originale, poi sottotitolato. L’ascolto diventa fondamentale e diverso.

    Insomma un “sentire” particolare. Una “conversazione” visionaria.

  2. Sandro
    15 Giugno 2009 a 11:25 | #2

    Certi film non si possono considerare ‘difficili’, neanche ‘pesanti’; forse ‘impegnativi’, nel senso che bisogna trovare il coraggio, la sera – quando la giornata intera ci è passata sopra – di mettersi lì, con la mente libera e la disposizione ad entrare nel meccanismo della storia e dietro, nei suoi significati meno immediati, nei legami (precedenti e successivi) con altri film.
    E’ qui che soccorre ‘Visioni’, che crea le condizioni perché tutto ciò accada. Alla precondizione di decidere che vale la pena – ritagliarsi uno spazio serale libero da altri impegni, affrontare il traffico, trovare parcheggio – poi il resto avviene automaticamente, per misteriosa alchimia. Ci si ritrova dentro il film, si capisce tutto, si è partecipi e convinti, e alla fine, per sovrappiù, si va a leggere anche la scheda allegata. Così il film dell’altra sera: ‘La Conversazione’ di F.F. Coppola; siamo stati tutti d’accordo che fosse basilare e irrinunciabile, ma il coraggio di affrontarlo da soli ci è sempre mancato.
    Grazie a ‘Visioni’ per aver fornito, ancora una volta l’occasione che, a seconda delle situazioni, fa l’uomo ladro, oppure lo rende cinefilo virtuoso…

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