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4° lanuvio day

Benvenuta primavera…o se preferite, arrivederci inverno!

Nell’indecisione di un sole freddo, i visionari lanuviani si sono ritrovati nel loro 4° raduno. Il tema è stato la "gioia di vivere" e grazie alla piacevolissima accoglienza di Sandro e Antonietta, tutti noi ci siamo ritrovati in un clima felice di naturale cordialità.

Il cinema, come sempre, ha cercato di dare il suo contributo. Non esiste un vero e proprio filone sulla gioia di vivere, ma ci sono tanti modi per predisporsi a vivere in pace con tutto e tutti.

La surreale visione delle avventure di Champion in Appuntamento a Belleville e di Hulot in Mon Oncle sono un vero e proprio invito a vivere la vita con leggerezza e soprattutto a non cercare di smettere di sognare guardandoci dentro (e fuori) in modo disincantato rimanendo un pò bambini più a lungo possibile. Rosalba in Pane e Tulipani ci ricorda infine come la libertà e i sogni sono una fuga non impossibile per ritrovare se stessi.

Bene. Prendete questi film, aggiungeteci la frizzante compagnia di una quarantina di persone, e tra una visione e l’altra, polenta, mozzarelle, vino e giardino con limoni e fiori e vi posso garantire che nella gioia di vivere ci si finisce dentro fino al collo.

Lo spirito di "Visioni" è stato rispettato. Ad arricchirlo ancora di più sono invitati tutti.

Diffondete e moltiplicatelo.

Alla prossima

Luigi

 

 

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  1. Pino Moroni
    23 Marzo 2009 a 13:57 | #1

    Salendo in macchina, mentre lasciava il Casale, Luigi mi ha lanciato un messaggio:

    Scrivi tu qualcosa su questa giornata. Faceva freddo. Un vento teso di tramontana spazzava il piazzale. Ma il cielo era terso e sereno ed il panorama si allungava nei campi fino all’orizzonte. La primavera era nell’aria.

    Tornavo appena da un saluto alle piante officinali, che avevo conosciuto con Sandro l’anno prima in una primavera più mite e più precoce. I kiwi spogli e potati mi avevano ricordato il raccolto di novembre quando erano colmi di frutti succosi e la pioggia si raccoglieva sulle loro fitte concave foglie. Era la terza volta che tornavo al Casale di Sandro, con la sensazione tutta naturale di poter star bene. Del resto il tema cinefilo di fondo di questa festa di primavera era la gioia. Film leggeri (anche se profondi di significato) per aiutarci a sognare, a sollevare lo spirito, ad essere lieti dopo la proiezione. Luigi aveva confessato che non era stato facile trovarli, né farne una selezione. Ne è stata testimonianza il suo corto che ha catturato spezzoni di gioia a volte cortissimi. Nel loro seguito sarebbe poi arrivato il triste se non il drammatico. Vedi per tutti il Sorpasso. Nell’attesa dei visionari sperduti nella campagna, mentre Antonietta ci offriva il caffè e quella sua torta di cioccolata.. mi lamentavo, sempre in tema, che il cinema di oggi è troppo triste, profondamente pessimista, tecnicamente freddo ed opprimente ed anche troppo virtuale. Quando invece il cinema è stato e dovrebbe essere la fabbrica dei sogni. A sera con alcuni visionari abbiamo poi provato a fare qualche titolo recente. Ti amerò per sempre, Wrestler, Frozen river, Revolutionary road, Katyn, Gran Torino. Tutti attraversati da una sottile linea grigia.

    Torniamo al piacere della nostra festa: lo sappiamo tutti, non è solo per la scelta del tema, sono le atmosfere che creano il piacere intorno al nostro evento. Il luogo è fondamentale: il casale di Sandro fa atmosfera. Quella grande cucina, con il camino ed i soppalchi, in cui bivaccare parlando, in attesa dei caffe o degli aperitivi. La grande sala di proiezione con le poltrone e le seggiole da regista, le tapparelle per il buio, la libreria che si intravede nel soppalco, la scala a chiocciola al centro, come un albero su cui si arrampicano i bambini. E l’andirivieni tra i due posti, con i luoghi deputati alle fermate ed ai colloqui, tra muri, erbe, sassi, fiori ed alberi. Sono senza saperlo, luoghi topici, che ci attirano perche hanno creato e vissuto negli anni la presenza umana. Non è l’uomo che crea il luogo. E’ il luogo, la natura che prevale sulla presenza umana, la guida e la consola. E’ lì la prima forma di gioia. Poi siamo noi visionari che facciamo l’atmosfera, con la voglia di condividere la visione di uno spettacolo piacevole ( preparato da Luigi e da Sandro come una garanzia). E’ l’aspettativa giusta che fa l’atmosfera. Anche quella del pranzo, in barba al tormentone più cinema, meno cene. All’arrivo della polenta con spuntature di maiale, delle mozzarelle, e dei dolci siamo sempre più felici. L’inno alla gioia dei visionari è un film ma accompagnato da pane e.. salame.

    Ed ora dulcis in fundo mi resta da parlare del programma del 4° Lanuvio Day.

    L’aperitivo di Luigi ci ha messo subito di buon’umore. Brani di film come Billy Elliot di Stephen Dandry, La vita è meravigliosa di Frank Capra, Aprile di Nanni Moretti, sono passati sullo schermo seguiti da un pubblico attentissimo ed emozionato. Era palpabile la prima felicità: il Teatro delle Ombre, nel salone oscurato, sul leggero bisbiglìo dei bambini, lasciava spazio alla Lanterna Magica, al Cinema per ragazzi, il cartoon. Les triplettes de Belleville è stato un capolavoro di leggerezza, di creatività, di poesia. Commovente e comico, miracoloso, solo con immagini e sonoro, senza battute, ha strappato continue risate.

    Poi abbiamo votato democraticamente per decidere se vedere prima Mon Oncle di Jacques Tati o Pane e Tulipani di Silvio Soldini (ben sapendo che il film del pomeriggio era destinato a pochi spettatori. Ha vinto Tati. E Tati ci ha ripagato con un film pieno di divertissement, originale ed anche attuale. Una critica raffinata del consumismo e del modernismo. Sembrava dejà vu, ma era il primo a dire quelle cose.

    E con una galleria indimenticabile di leggerissimi personaggi a cominciare da lui stesso nel ruolo di un funambolico Monsieur Hulot.

    Durante il pranzo, con le immagini trascurate di Bruno Bozzetto, come in un caleidoscopio, i visionari si raccoglievano in gruppi e si suddividevano in frammenti solitari. Sui discorsi affogati nel cibo la comune passione.

    In pochi nel pomeriggio ci siamo attardati intorno al camino, mentre Sandro sapientemente spezzava gli asparagi per il risotto. Per i duri della proiezione iniziava il delicato, lieve e colorato Pane e Tulipani.

  2. Lorenza
    23 Marzo 2009 a 21:00 | #2

    Ciao Pino, ciao Luigi i vostri commenti sono molto gioiosi. Continuo a pensare a quanto si diceva: la magia dei film di un tempo che riuscivano a raccontare anche le più tristi nefandezze, ma con quale infinita leggerezza. Se qualcuno provasse a buttar giù la ricetta: un etto di ironia, due pizzichi di sagacia, una spolverata di malinconia tenue…Anche il nostro sublime Germi lo diceva: la cosa migliore è che il pubblico rida durante tutto il film e solo alla fine si accorga di aver visto qualcosa che proprio allegro non era. Magari in qualche riunione futura in quel di Lanuvio si potrebbe guardare un film, tipo L’appartamento, e dopo, davanti al camino, provare a buttarne giù la ricetta di gioia desunta. Un film “gioioso” visto da poco è stato “Vuoti a rendere”. Un saluto

  3. Sandro
    25 Marzo 2009 a 6:24 | #3

    Ehi! Trasformeremo Lanuvio in una Fondazione per Scrittori & Cinefili se vi fa quest’effetto: mette entusiasmo a Luigi, stimola lirismi bucolici in Pino, inventiva e propositività a Lorenza… E questo è l’effetto giorno!
    …Ma dovreste vedere la notte! (il famoso ‘Effetto notte’, à propòs!).
    Anzi! Approfittiamo dell’evento appena trascorso per lanciare la proposta di una Magical Mistery Night lanuvina per la prossima estate.
    Un sabato, arrivando sul far della sera, che d’estate è intorno alle 21, il casale si può trasformare in arena sotto le stelle… Ci cominciamo a pensare?
    Arrivederci a presto!

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