Home > Cinema > PAROLE&VISIONI: Le dodici domande di Vikas Swarup

PAROLE&VISIONI: Le dodici domande di Vikas Swarup

A volte basta una notizia su un giornale, una moneta con due facce speculari per ingraziarsi la fortuna e andare dritti al bersaglio, cancellando di colpo anni di ingiustizie e di iniquità. Ram Mohammad Thomas è un giovane cameriere proveniente da una delle baraccopoli più grandi dell’India. Dopo aver risposto alle dodici domande di un quiz televisivo e aver vinto un milione di rupie, viene arrestato e torturato dalla polizia per truffa. Grazie all’aiuto del suo avvocato Smita Shah, una generosa quanto misteriosa ragazza che si offre di aiutarlo a respingere le accuse e a incassare il premio, Ram racconterà in prima persona la sua avventura, dimostrando così che la risposta alle dodici domande altro non è che il resoconto di intrecci ed episodi realmente accaduti nella sua pur giovane esistenza. Bingo. Il primo libro di Vikas Swarup, impegnato nel dipartimento affari esteri indiano e improvvisatosi con successo scrittore, ha sbancato in ben trentasei lingue diverse. Scritto in inglese durante uno dei tanti soggiorni londinesi, il bel romanzo dello scrittore indiano racconta con estrema piacevolezza di lettura l’epopea di un giovane nullatenente proveniente dalle baraccopoli che, all’improvviso, si ritrova milionario (e indagato) per aver partecipato al format del millennio: "Chi vuol essere milionario". Ad essere accattivante è proprio la struttura narrativa del romanzo, che ricostruisce a capitoli le vicende che hanno portato il giovane Ram a rispondere alle domande del perfido conduttore televisivo. E se la fortuna (evocata continuamente dal protagonista "beh, non è stato un colpo di fortuna che le domande fossero proprio quelle a cui sapevo rispondere?") funge da leit motiv della narrazione, uno degli spunti più interessanti è sicuramente quello di porre chi legge di fronte ai sintomi di un cambiamento epocale, quel cambiamento che permette anche ai poveri (nel rigido sistema a caste dell’India) di cambiare il proprio status sociale e civile. Internet, media, tecnologizzazione della società, altro non sono che strumenti che pongono i cittadini di una delle nazioni più povere del mondo, a confrontarsi per la prima volta nella loro storia con un sistema occidentale che, pur con tutte le sue contraddizioni, appare più democratico ed emancipato. Un libro da leggere, decisamente più colto ed evocativo della sua rappresentazione filmica.



 

Un brano

Sono stato arrestato. Per aver vinto a un quiz televisivo. Sono venuti da me ieri a notte fonda, quando anche i cani randagi erano andati a dormire. Hanno buttato giù la porta, mi hanno ammanettato e condotto fino alla jeep, che mi aspettava fuori con i lampeggianti rossi accesi…

C’è chi dirà che me la sono cercata. Perché mi sono fissato con quel quiz televisivo. Qualcuno punterà il dito contro di me e ricorderà l’ammonimento degli anziani di Dharavi a non oltrepassare mai la linea divisoria che separa l’esistenza del ricco da quella del povero.

Dopotutto, com’è saltato in mente a uno spiantato di cameriere di partecipare a un quiz per cervelloni? Il cervello non rientra nella lista degli organi che siamo autorizzati a usare. Noi dovremmo usare soltanto le mani e le gambe.

 

http://www.mymovies.it/cinemanews/pdf/?id=4452

 

 

Tag:
  1. Nessun commento ancora...
Codice di sicurezza: