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V_post.it [1]: City of G… Gondry

La conclusione di ogni anno porta sempre a fare riflessioni sui progetti in corso. Si tirano le somme. Cosa è rimasto e cosa rimane dei percorsi di visioni?

La programmazione del 23 dicembre scorso di "Ogni cosa è illuminata" ha acceso nella memoria i ricordi degli esordi …la scalinata di Odessa, il post di Dolls e …la Corazzata Potemkin!!.  gli approfondimenti al film "City of God", i commenti a "Se mi lasci ti cancello" di Gondry.

L’idea di riprendere quanto a suo tempo detto e scritto ha fatto sì di avviare tra i visionari lo scambio di DVD. Tra i tanti film usciti lo scorso anno qualcuno meritava l’onore di entrare nei post percorsi di Visione. Così oggetto di scambio  sono stati i film collegati a due film sopracitati visionati nel 2006.

Per "City of God" non si poteva non proporre "Tropa de elite" scritto dallo stesso sceneggiatore e vincitore dell’Orso berlinese 2008 e "The Constant Gardener" diretto dallo stesso regista. Due film che narrano di tragedie sociali (quella infernale delle favelas e quella dei bambini africani) e di corruzione (quella della polizia locale e quella delle case farmaceutiche).

Per "Se mi lasci ti cancello" la scelta invece è caduta sui successivi lavori dello stesso regista "L’Arte del sogno" e "Be Kind Rewind – L’acchiappafilm".



Se "City of God" mostrava come gli abitanti delle favelas imparano ad uccidere sin dall’infanzia con una freddezza disumana e come il narcotrafficante di turno decideva le sorti delle baby bande giovanili, "Tropa de elite"  descrive l’altra faccia della stessa medaglia, ovvero i metodi violenti da guerra sporca utilizzati dalla polizia militare per combattere la corruzione della polizia civile. La violenza usa la violenza senza alcun rispetto per i diritti umani. Un film sconvolgente coraggioso che colpisce allo stomaco e che può avvilire per la troppa violenza e apparire volgare e noioso.

Dopo tre anni dal successo in giro per il mondo per City of God il regista gira nel 2006 un film tratto dal romanzo John Le Carré "The Constant Gardener". Un intrigo internazionale che mostra l’avidità per i grandi affari, l’abuso sul popolo africano, la corruzione governativa… romanzato come una storia di grandi sentimenti con una strizzata d’occhio al thriller. Prima le favelas brasiliane ora quelle del Kenia settentrionale. Sempre un protagonista tranquillo obbligato ad affrontare verità drammatiche, compiendo un viaggio di scoperta della realtà. Notevole il gioco di colori che raffigura l’Europa con il freddo del blu e l’Africa con il rosso e l’arancione (come il Brasile di City) e la fotografia che regala immagini splendide in bilico tra poesia e cartolina. Il film ben girato sempre con l’utilizzo della camera a mano e con un ritmo frenetico, costruito con un montaggio incisivo e confezionato con ruffiani meccanismi di suspense e colpi di scena.  



Come in "Se mi lasci ti cancello" al centro della storia de "L’Arte del sogno" c’è il viaggio nel cervello umano. I personaggi maschili sono sempre sensibili e tormentati, quelli femminili originali e anticonformisti, ma nel film "L’Arte del sogno" la relazione dei protagonisti viene rappresentata più su un piano mentale che reale. I sogni influenzano le relazioni interpersonali e le relazioni a loro volta influenzano i sogni. Video(clip) onirico. Lo spettatore vede i pensieri del protagonista tradotti in realtà. La voce off per la prima volta prende corpo. L’idea della creazione di uno studio televisivo/cucina dove il protagonista prepara i suoi sogni è strepitosa. Come i precedenti lavori di Gondry il film appare ambizioso e di difficile interpretazione alla prima visione; lo spettatore viene sollecitato a distinguere i due piani narrativi, quello della realtà e quello del sogno. Chi non ha mai sognato di fare sesso in ufficio su una fotocopiatrice?  

 

Con "Be Kind Rewind" Gondry continua a costruire piccoli mondi al servizio di inguaribili sognatori. Banalissimo film di cassetta a lieto fine sembrerebbe quest’opera se non si conoscesse il regista. Andando oltre si scopre un film denso di significati. A causa di un incidente due ragazzi sono costretti a rigirare con una videocamera le scene principali di alcuni film di cassetta diventando loro stessi i protagonisti dei remake. Le copie trash dei film hanno successo, tutta la comunità vuole partecipare alla realizzazione dei remake. Ogni spettatore si ritrova a collaborare come attore, costumista, truccatore. Cinema nel cinema. Ma Gondry ci stupisce ancora. La finzione può diventare realtà. Dopo la denuncia di violazione dei diritti d’autore l’intera comunità decide di render onore ad un noto pianista jazz con la realizzazione di un film in sua memoria. Quello che prima erano diversi remake da vedere in video ora a tutti gli effetti è Cinema. Un telo bianco viene fissato davanti alla vetrina del negozio di VHS per la proiezione dell’ultimo spettacolo. Quello che prima era una leggenda jazz ora è diventato realtà grazie al cinema.

 


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  1. Luigi
    6 Febbraio 2009 a 11:21 | #1

    Lo scambio di dvd…di film…..proprio ieri ci siamo incontrati io e Piero, come due ragazzini che si scambiano le figurine…..

    All’ormai famoso civico 73N il buon Piero scendeva con due buste piene di Altman, Germi, Bertolucci, Allen…

    Lo scambio era frutto di un’accurata visione dell’elenco dei film che Piero custodisce nei vari siti (etruschi?) del Lazio.

    Che ingordigia! Non basta averne 2000 a casa….ma chiedo anche di avere quelli di Piero….

    Ed è bastato poco per fare mille collegamenti sul cinema, come sempre….i western dimenticati, i remake da tanare, le parole e le immagini….

    E ancora…ancora

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