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Archivio Aprile 2007

Shooting Silvio

30 Aprile 2007 Nessun commento


Prendete un ricchissimo giovane orfano frustrato dalle sue aspirazioni d?artista. Una bellissima terrazza con vista sui monumenti di Roma. Un rogo di libri. L?insoddisfazione generata dalla solitudine di essere stato lasciato dalla sua ragazza. Un gesto di pura follia e violenza. Non è Blob o Fuori Orario con le sequenze dei film proposti da ViSioNi quali L?Assedio, Fahrenheit, Arancia meccanica, Se mi lasci ti cancello? ma le sequenze principali di un film che viene distribuito a turno sul territorio (in questi giorni al Detour) che narra del disagio esistenziale di una generazione che non si rispecchia in un certo tipo di società.
La storia ruota intorno all’ossessione per Berlusconi del giovane Giovanni, detto Kurtz, come il colonnello di Apocalypse Now, personaggio con cui condivide l’attitudine al delirio e all’inquietudine. Il giovane Kurtz sempre più deluso dalla società, identifica nell’ex premier l’incarnazione del male e decide di fermarlo a tutti i costi scrivendo un libro con consigli per annientare lo strapotere di Silvio Berlusconi.
Man mano che procede nelle ricerche si rende conto che ciò che sta scrivendo è senza spessore e inefficace nello scopo. Inizia a pensare che il potere mediatico di Berlusconi è talmente grande che non c?è modo di occuparsene senza che questi ne tragga beneficio. Ogni parola è inutile o addirittura controproducente. Kurtz si convince che l?unico modo per provare a cambiar rotta e dimostrare a se stesso e agli altri di essere capace di fare qualcosa di importante è uccidere Silvio Berlusconi.
Nel film ritroviamo un innesto di inserti di repertorio sulle promesse di Berlusconi, sulle sue gaffes, brani dei censurati Il fatto di Enzo Biagi e Satyricon di Luttazzi, un?intervista a Marco Travaglio e su un fantomatico idraulico romano Francesco Berlusconi costretto a togliere il suo nome dall’elenco perché vittima di scherzi telefonici. L?idea del film non è quella di fomentare la violenza ma mimare un gesto di follia per richiamare alla concretezza certi problemi. Film fanta-politico con una riflessione kubrickiana alla base: il problema non è Berlusconi in sè, ma Berlusconi in noi.

Riferimenti: link

ViSioNI [15] – L’arco

12 Aprile 2007 2 commenti


La barca-isola nasconde e vive i sentimenti dolci e perversi del vecchio e della ragazza. Kim ki-duk riesce ad esaltare l?essenza delle cose, l?odore del mare, la dolcezza dell?estremo. L?arco si piega e tende la sua corda ma oltre a lanciare frecce scocca melodie sinuose e ammalianti. La musica del film coreano esalta la poesia delle immagini. Da antologia, una vera chicca, la ragazza che si dondola morbidamente tra la barca e le frecce scoccate dal vecchio, alla cattura di un?improbabile o forse disperata visione del futuro. Intorno solo mare. La terraferma non viene mai vista. Da essa arrivano solo pescatori e un walkman che regalerà nuova musica e nuove voglie alla giovane fanciulla. Mi chiedo quante volte Kim ki-duk ha visto L?atalante di Jean Vigo, sublime e visionaria storia d?amore e di libertà.
Il film è tutto in pochi gesti ma in mille sfumature. La paura della solitudine, la follia d?amore, la capacità di ascoltare la vita tra cielo e mare, il terrore del tempo che non tornerà e anzi va addirittura anticipato, come fa il vecchio rubando i giorni sul suo calendario.
La disperazione di fermare la fuga di un sogno con la disperazione della morte. Il tentato e solo rimandato suicido del vecchio, che vede sgretolarsi intorno il sogno e l?accondiscendenza della donna bambina, con lui fin dalla tenera età, con un passato misterioso.
Volutamente ?buffa?, nel senso teatrale del termine, la scena della cerimonia tra i due, sotto gli occhi sorpresi e curiosi del ragazzo che vuole trascinare con se la sedicenne bambina. La musica diventa accelerata, folkloristica, bizzarra.
Tutto così diventa surreale, onirico, tenero e allo stesso tempo violento. La ragazza diventerà finalmente libera e finalmente donna proprio nel momento in cui la vita se la riprende. Il vecchio scompare nelle acque intorno a quel ?non-luogo? di una barca che non avrà altro destino se non seguire sott?acqua la sorte del suo timoniere.
Non è facile per un regista fare un film all?anno e ripetersi nella sua capacità di raccontare la poesia della vita, l?infinita ricerca del sublime, la leggerezza aggressiva del sentire, vivere e osare. Il film, dopo la visione, si muove dentro di noi, dondolando come un altalena irriverente. Restiamo anche noi in mezzo a quel mare di tutto portandosi dietro la sensazione di un sogno ad occhi aperti.

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VISIONI – La Recherche

1 Aprile 2007 Nessun commento


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