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Archivio Settembre 2006

VIsIOnI [4] – Fahrenheit 451 – Proiezione in libreria

29 Settembre 2006 7 commenti


L?uomo lib[e]ro ritrova la sua identità nella foresta fuori dalla città dove un potere ottuso e asfissiante ruba l?anima al desiderio di leggere, pensare, immaginare e amare.
Il finale di Fahrenheit 451 ci lascia con la speranza che nessun libro verrà mai cancellato dalla memoria degli uomini e si possa così ricostruire un altro futuro ricco di un passato dove la conoscenza non trovi mai fine. Il film di Truffaut, fedelissimo nello spirito e nell?immaginario al romanzo di Bradbury, a tratti trasmette sensazioni soffocanti quando avvertiamo la sensazione che qualcuno ci possa togliere la possibilità di lettura. Il tema di questo film, sempre attuale, rimanda ai tentativi continui e oppressivi di inquinare le menti degli uomini per programmare, pianificare e dominare ogni scelta. Una società diversa: senza sorprese, senza emozioni, senza passioni. Ecco allora che tutto diventa piatto, freddo e incolore. Ritroviamo nel film personaggi che si accarezzano da soli, che sentono questo bisogno di calore ma lo chiedono a loro stessi incapaci di cercarlo negli altri. Sono tutti uguali e tutti pensano allo stesso modo. La scelta di Truffaut di far recitare a Julie Christie il ruolo della moglie di Montag e di Clarissa è veramente singolare. Come se l?uomo non distinguesse più l?amore per la donna sposata e la voglia di vivere della sua stessa immagine proiettata nella ribellione al sistema. Poiché tutti sono uguali, la differenza va cercata nel fuoco che sprona la conoscenza e non in quello che brucia la carta. Commovente la scena della lettura di David Copperfield da parte di Montag. Quel dito tremante su ogni parola del libro che ruba lettera dopo lettera e che si immette nella strada di racconti fantastici e mondi inesplorati.
Originale la scelta iniziale dei titoli di testa del film che sono rifiutati alla lettura anche allo spettatore. Le antenne sui tetti delle case che regnano incontrastate, dovrebbero farci sentire meno soli ma in realtà indicano, in maniera lungimirante, la necessità di difenderci da ogni tentativo che induca a farci sentire, in maniera subdola e solo apparentemente, esseri pensanti e liberi.
Volevo sottolineare infine come sia stato emozionante e coinvolgente vedere questo film tra i libri, in loro compagnia, nel regno del pensiero e della conoscenza. Ritrovarli tutti sui loro scaffali al termine della proiezione è stato confortante: come sapere che i vecchi amici godono di ottima salute e aspettano sempre di chiacchierare con noi.

Cos’è Visioni

20 Settembre 2006 Nessun commento

 

VIsIOnI è nata nella primavera del 2006 da una vecchia idea: alcuni amici decidono di riunirsi per vedere un film.

Ecco allora che si organizzano incontri durante i quali si crea la possibilità di (ri)scoprire capolavori del cinema o di incontrare opere emergenti o poco conosciute.

Spontanea nasce l’esigenza di confrontare idee e punti di vista attraverso il linguaggio delle immagini che parla a tutti in modo diverso.

Ci si incontra, si vede il film, si resta a parlarne subito dopo (anche con pizza e birra) e nei giorni successivi si lasciano ancora tracce della visione inviando commenti sul blog.

Tutto questo, senza avere la pretesa di essere depositari della verità. Si offre la lettura di una scheda sul film, dando uno sguardo alla trama, a qualche cenno tecnico, al regista. Inquadrare la storia, il tema affrontato e, quando c’è, lo spunto letterario che lo avvicina, il richiamo ad altri film simili.

L’iniziativa, è alimentata dall’entusiasmo di creare uno spazio che cerca di sfuggire ai contesti di ricezione passiva e non partecipativa di quelle iniziative culturali che molto spesso hanno altri obiettivi.

L’obiettivo di VIsIOnI è vivere le serate in maniera informale ed amichevole stimolando la voglia di ritornare a confrontarsi su vari temi.

Le “VisIOnI”, alla fine, diventano “percorsi”. Vediamo dove ci portano!

 

 

 

 

 

 

 

 

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