Archivio

Archivio Luglio 2006

Recensioni [3]: Respiro

31 Luglio 2006 Nessun commento


Allego interessante recensione trovata nel web del film di Crialese.

_°_

Grazia è una giovane madre, moglie di un pescatore, che vive a Lampedusa, un’isola brulla, battuta da un sole abbagliante, circondata da un mare di smeraldo. Non vuole invecchiare prima del tempo, gioca spesso con i figli, ascolta le canzoni di Mina, si dipinge le unghie, ama fare il bagno in mare seminuda, girare, guardarsi intorno, a differenza delle altre donne del paese, che se ne stanno chiuse in casa, oppure in fabbrica a lavorare il pesce, in obbedienza alla tradizione.

Pasquale, il figlio maggiore, ha tredici anni, ed è innamorato della madre, gioca con lei, la protegge. I ragazzi si fanno la guerra fra le case in costruzione, relitti ancora non finiti e già abbandonati di un sud epocale e quasi metastorico, che sintetizza e simbolizza gli anni dello sviluppo, dei vecchi pregiudizi accanto al nuovo benessere, gli anni delle speculazioni interrotte, l’arcaico accanto al moderno.

Non è facile per una donna ancora abbastanza giovane vivere dentro una comunità ancora così arcaica, e il suo comportamento viene considerato stravagante, disturbato. I ragazzi imparano giochi crudeli, divisi in bande rivali, si picchiano, spogliano gli sconfitti per umiliarli, fanno e si fanno del male. Gli uomini faticano, parlano fra loro e non vogliono donne fra i piedi, le ragazze non possono scambiare neppure uno sguardo con gli sconosciuti.

Un giorno, Grazia va sulla spiaggia con i figli e, nonostante le proteste dei due ragazzi, si spoglia e si tuffa in acqua, ma dalla barca i pescatori la vedono e il marito è umiliato, compatito. Decidono di mandarla a Milano, in una clinica, ma lei protesta violentemente, scappa di casa e con l’aiuto di Pasquale si nasconde in una grotta, sopra un dirupo dove nessuno la troverebbe mai. Pasquale, inconsapevole Edipo, vorrebbe conservare la madre tutta per sé e, lasciando un suo vestito sulla spiaggia, fa credere a tutto il paese che sia morta. Ecco allora che Grazia diventa una santa.

La differenza fra i pazzi e i santi è difficile, si sa, e questa donna, straniera fra i suoi stessi compaesani, è una discendente delle grandi figure rosselliniane: la Karen di Stromboli, anch’essa prigioniera dentro un’isola di pescatori poveri e diffidenti, o d’Irene, la protagonista di Europa ’51, che viene internata per la sua curiosità, per il suo amore indifferenziato, per la sua “pietas”.

Tutto il paese si raccoglie a pregare sulla spiaggia; mentre il marito non sa rassegnarsi alla sua perdita, e quasi la confonde con la Madonna che ogni anno viene collocata in fondo al mare per proteggere i pescatori. Quando, un giorno, durante un episodio di caccia con il furetto (ancora un ricordo di Stromboli), la scorge o crede di scorgerla lontano nel mare, gli altri credono che abbia le traveggole.

Ma, a differenza dei film rosselliniani, così tetragoni nella descrizione di conflitti senza speranza, il film di Crialese finisce bene. Viene la festa di san Bartolo, la Madonna è posata in fondo al mare, i ragazzi accendono i grandi mitici falò, simili a quelli di Pavese, ed ecco che Grazia ritorna dal mare, proprio come una grazia ricevuta. Il marito, che è il primo a vederla, le va incontro nell’acqua, seguito poi da tutti, e con una veduta subacquea dal basso di tutti i piedi che si agitano formicolando intorno a lei, finisce il film.

La comunità, almeno così sembra, ha imparato ad accettare questa straniera, a riconoscere in lei non una pazzerella, ma un simbolo della differenza, senza di cui non esiste nessuna identità, la normalità si apre al riconoscimento dell’alterità.

Girato con pochi mezzi e con una stupenda Valeria Golino, che dopo molti anni di buio, o di cinema banale, ritorna al cinema di ricerca, Respiro è un film un po’ calligrafico, ma quel poco che basta per far capire che anche la bellezza fa soffrire, come quella di Grazia che non vuole accettare la sua età. Ma è un film coraggioso, forte e duro, che sa intrecciare la realtà e il mito, il quotidiano e la favola.

Sono stati sufficienti cinque o sei film come questo per fare la breve stagione felice del neorealismo cinematografico italiano, e in questi anni di sofferenza del cinema italiano e del cinema in generale, speriamo che Respiro non resti solo.

Gli articoli su Cinebazar di Piero Nussio

26 Luglio 2006 Nessun commento
Tag: , , ,

Respiro, la Corazzata Potemkin!! e…

9 Luglio 2006 Nessun commento


La scorsa giornata di VisIOnI è stata caratterizzata dalle prime Diserzione (la mia) e atti di Evasione dalla sala. La mattina seguente da Luigi sono state avviate prontamente le opportune attività di indagine. Appena sono stato rintracciato l?ho rassicurato, l?atto di infedeltà era giustificato da impegni e stress accumulato. Persino le gesta del giorno prima della Nazionale non mi avevano aiutato a scaricarmi, anzi. L?attività di investigazione ha interessato tutti i partecipanti alla serata di Respiro. Testimoni hanno prontamente denunciato che i primi atti di Evasione si erano manifestati appena 22? dopo la fine delle proiezioni dei titoli di testa. L?inchiesta cmq si è subito chiusa con l?ammissione da parte dei Fuggiaschi dell’atto di fuga verso il vicino baretto di Via Cavour, movente: l?altra semifinale dei mondiali Portogallo-Francia.
Il respiro è il primo e più fondamentale mezzo attraverso cui avvengono lo scambio e la comunicazione tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda: da questo punto di vista inspirazione ed espirazione corrispondono a due facoltà essenziali, la prima alla capacità di ricevere e di accogliere, la seconda a quella di abbandonare, di lasciar andare, di distaccarsi, di evadere.
Respiro, quindi, come forma di Evasione? Neanche Fantozzi era arrivato a tanto con la proiezione del film La Corazzata Potemkin, anche se aveva avuto il coraggio di portare la radiolina in sala per ascoltare la partita della Nazionale. Respiro come La Corazzata Potemkin?.
Mario ha polemicamente proposto la perquisizione all’entrata, lo sbarramento delle porte e il dibattito alla fine della proiezione: ?Se non si soffre che Cineforum è…??. Il dibattito è aperto. Che sia stato per i Fuggiaschi un tentativo di rivoluzione o uno scontro di passioni?. La magia del pallone cattura e coinvolge, come quella del grande schermo. Chi è appassionato diventa goloso di emozioni e non si ferma davanti a nulla. Chi si appassiona scruta in profondità, vive le emozioni dei protagonisti, elabora teorie per spiegare certi significati, sogna ad occhi aperti ed immagina un lieto finale.
A proposito di Finale. Italia Forza. Regalaci un?altra partita da ultimo Respiro

Visioni [3] – R e s p i r o

6 Luglio 2006 4 commenti


I ?respiri? del film sono improvvisi e indefiniti. Uno di questi è il tempo. Non si capisce con certezza in che periodo si svolge la storia. Ci sono solo pochissime tracce: un mangiadischi anni 70, qualche vecchio modello di Vespa , Una Fiat Uno. Indizi di tempo su un luogo innominato: un?isola? Si sa solo che è Sud e che siamo dopo gli anni 60. Uno spazio bianco in cui si muove l?orizzonte di Respiro che vive di vita sua, intensa, bellissima, incontaminata. Non c?è distinzione tra città e campagna, tra centro e periferia, sviluppo e arretratezza. Tutto è semplicemente puro.
La forza del film è proprio in questa sviscerata visione della natura che vive nel cuore e negli occhi degli uomini. Quasi come se ogni legame con la terra sia viziato da una impossibile scissione tra origini e desideri.
Grazia (una eccezionale valeria Golino) sente quella forza che spinge e non da spiegazioni. Forse è l?unica che sente l?energia di quei luoghi così liberi. Ci vuole poco a definirla follia.
Non dimentichiamo il particolare che il film è stato concepito e girato in Italia. Un film italiano quindi che fa eco da lontano al cinema di Rosi e Visconti, alle atmosfere di un neorelaismo vestito di un nuovo colore e una nuova forza visiva.
La prima volta che ho visto Respiro, mi sono ancora una volta reso conto di come il cinema riesca spesso a far esplodere in poco spazio e piccoli dettagli, gli universali temi dell?amore, della libertà, della follia.

Tag: