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Archivio Giugno 2006

Luogo delle proiezioni

23 Giugno 2006 Nessun commento

Per ogni film nella programmazione è indicato il luogo della proeizione.

Di solito le serate si svolgono al  Cineclub Detour che si trova a Roma in Via Urbana 107. (http://www.cinedetour.it/).

Sono state effettuate proiezioni:

all’ Azzurro Scipioni che si trova a Roma, in via degli Scipioni 82

libreria Mondadori in Via Piave 18 Roma

Teatro Tordinona, in via degli Acquasparta 16, Roma

 

 

Mappa Detour

Mappa Azzurro Scipioni

Mappa Teatro Tordinona

Mappa Libreria Mondadori

 

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Recensioni [2]: City of God

22 Giugno 2006 Nessun commento

Ho trovato in Internet un articolo della Revista de Libros de El Mercurio (pubblicazione cilena) che tratta di Paulo Lins, l’autore del libro da cui è tratto “City of God”. Per chi è interessato all’originale, si tratta dell’articolo “Historias violentas” di Pedro Pablo Guerrero e l’indirizzo è: www.letras.s5.com/lins.htm, per gli altri traduco e riporto i brani che mi sono sembrati più interessanti, anche rispetto al film:

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La Città di Dio, il sogno, la speranza ovvero… dov’è la via d’uscita

12 Giugno 2006 1 commento

La proiezione dello scorso mercoledì 7 giugno mi ha lasciato alcuni interrogativi circa le intenzioni del regista.

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Visioni [2]: City of God

8 Giugno 2006 5 commenti


City of God non da respiro. E neanche speranze. Sudore e angoscia investono lo spettatore senza mezzi termini. La "gioventà bruciata" delle favelas è allo stesso tempo violenta e paradossalmente commovente. L’innocenza negata fin da subito e quel mare, lì dopo la spiaggia, è azzurro e irrangiungibile. Meirelles (autore prima di questo film di migliaia di videoclip) gira strizzando l’occhio al cinema americano. Ma ha il Brasile nel cuore e nell’anima. Velocissime accelerazioni e montaggio frenetico. Il samba e i colori del brasile sono nascosti dalla polvere delle strade e dalla paura di fermarsi. "Chi corre muore e chi rimane fermo pure". Non c’è tempo per perdersi o per sognare. Una pallottola ti può raggiungere in ogni momento e da chi meno te lo aspetti. Alla fine la scritta "tratto da una storia vera" spinge la mente di chi si fosse illuso che la storia fosse solo esageratamente inventata. Si esce dalla sala con le immagini che ancora ti inseguono. Mentre i nuovi eroi "randagi" stanno creando altri miti nelle strade della città abbandonata. Tutti sono sconfitti. Nessuno si salva. Un "click" soltanto accende la vita. La morte, nella città di dio, è più viva della vita stessa.
Riferimenti: Vai al sito di VIsIOnI

La città incantata. Il Giappone infinito.

5 Giugno 2006 Nessun commento


I percorsi avviati con Dolls, hanno indotto Gianni ad invitarmi alla visione del film d’animazione giapponese “La città incantata” (2001) di Hayao Miyazaki, noto anche come Spirited Away. Il film, ideato da quello che è stato definito il più grande regista d’animazione del mondo, ha vinto, oltre vari premi, l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2002. La storia racconta del viaggio di Chihiro che ,con i suoi genitori, parte per raggiungere la sua nuova casa. Una scorciatoia imboccata per errore, porterà la piccola Chihiro in un mondo di rara bellezza ma anche di straordinaria pericolosità. La favola per adulti, o per quelli che non lo sono diventati mai, sforna una miriade di personaggi fantastici e surreali. Il mondo dell’animazione permette di vivere ogni possibile avventura e come tale riesce a farla rendere credibile pur se rimaniamo appesi in un mondo onirico da cui cerchiamo di destarci per tornare alla vita reale. Chihiro, poi ribattezzata Sen, nonostante la sua giovanissima età, scoprirà di avere una forza ed un coraggio insospettabili, oltre ad un grande altruismo e capacità d’amore. L’innocenza dei bambini è l’unica arma per comprendere come il fantastico possa coesistere con la ragione. Nel film la battaglia è contro l’ingordigia, contro la voglia di potere, contro l’incapacità di non saper più vedere con occhi limpidi, la reale bellezza dei sentimenti. Tutte le creature del film, pur se minacciose, non riescono a spaventare. Come il sogno crea una difesa naturale dalle minacce, ci sentiamo avvolti in una dimensione che ci induce a trovare quella solare visione della vita che abbiamo abbandonato negli anni dell’adolescenza,. “Siamo usciti dal tunnel”, dice il padre di Chihiro alla fine della storia. Ma non sa che il tunnel è il mondo reale dove il pericolo e la cattiveria degli animi, sono pronti ad aggredirci senza scrupolo. Chihiro all’ingresso del tunnel era una bambina. All’uscita è diventata donna. “la città incantata” è la storia delle perdita dell’innocenza (un po’ mi fa venire in mente “Stand by me” di Bob Reiner del 1986: quattro ragazzini partono per un’escursione di 50 chilometri lungo la ferrovia, affrontando varie avventure per cercare il cadavere di un ragazzo scomparso giorni prima. Uno dei film più belli sull’adolescenza) Negli ultimi anni in Giappone, molte eroine sono ragazze di 12-13 anni. Vengono definite Shojo. Si tratta di una donna-bambino, una creatura sospesa tra l’infanzia e la società adulta, consapevolezza e innocenza, mascolinità e femminilità. Questa figura riveste un’importanza centrale nella cultura nipponica. Rappresenta un corpo sospeso tra realtà e fantasia che incarna un nuovo modello di femminilità giapponese. Un’amazzone senza femminilità. Anche nella storia di Miyazaki il classico eroe maschile finisce per essere mero supporto al personaggio femminile. La donna di Miyazaki viene privata di connotazioni erotiche. Il bacio finale solo accennato tra Chihiro e Haku ne è la prova evidente. Le scene e la colonna sonora, completano il quadro fantastico dell’intera visione. Mai il film d’animazione è così intrigante e struggente. Ritornare bambini per riscoprirsi maturi. Ma quanto è alto il prezzo pagato per diventare adulti!